fotografie

 

Luca Cazzanelli

Luca Chistè

Olaf Kreinsen

Fabio Maione

 

 

 

In collaborazione con:

Comune di Nago - Torbole

IngardaTrentino S.p.A.

"Il fotogramma" | Nago

M N E M O S I N E
paesaggi del Lago di Garda

Luogo | date evento:
FORTE SUPERIORE
NAGO (TN)
11 sett. | 3 ott.

Inaugurazione:
11 settembre ore 18.00

Orari:

dal 12/09 al 30/09
lun         15.00 | 18.00
mar-ven 15.00 | 22.00
sab-dom 17.00 | 22.00

dal 01/10 al 03/10

ven        20.00 | 22.00
sab-dom 17.00 | 22.00

ingresso libero

 

Cartolina | PDF |

 

Mnemosine

Paesaggi del Lago di Garda

“A me piace pensare che il nostro cervello abbia un sistema informativo che ci dà ordini per il cammino e che qui stia la molla della nostra irrequietezza”
Bruce Chatwin : “Anatomia dell’irrequietezza”

“ Perché gli autori che si amano si possono ritrovare nei luoghi dove si ama andare” 
Diego Mormorio, da : “Sguardi Gardesani” 1997

Questa prima esposizione, fa parte di un più ampio progetto sul paesaggio, leit motiv di ben tre eventi che avranno come sede espositiva il Forte Superiore di Nago:  “Mnemosine”- “Rabdomanti”- “Il Sentire/sentiero di Venere”.
Obiettivo di questi tre eventi incentrati tutti sul tema del territorio del Basso Sarca nel senso più ampio del termine, è quello di riqualificare il Forte di Nago come sede espositiva e come luogo di cultura e ricerca.
I quattro fotografi che sono presentati per questo site specific sono stati interpellati in una tavola rotonda sulla visione del Lago di Garda: ne emergono in forma di immagini fotografiche, storie oniriche, ritratti, schizzi di viaggio. Escono da questo lavoro corale, che si suddivide in quattro percorsi, strade che s’inoltrano nelle tortuose vie dell’acqua, che si fa inquieta e nera negli scatti di Olaf Kreinsen, bianca e liscia, senza increspature nelle immagini di Luca Cazzanelli. Nelle immagini di Fabio Maione, invece, quest’acqua diventa superficie navigabile, ed i suoi contorni si popolano di persone che attendono il battello, come anime che attendono Caronte. Sono turisti, gente che contempla, aspetta, vive sui moli. Delicate presenze, inconsapevoli di essere state riprese.  Luca Chistè, d’altro canto, ci porta un lavoro tagliente, nitido, estremo nella sua teknè, utilizzando come “strumenti” oggetti da cui  s’intravvede il paesaggio. Chistè utilizza cinque unità visive, ciascuna basata su un dittico, come altrettante possibili chiavi di lettura per una ricerca sul lago legata alla sua personale visione.

Mnemosine, colei che è senza memoria, è figlia di Gea la terra, e di Urano, il cielo. Dopo l’amore appassionato con Zeus diede alla luce le Muse.  Madre anche di questo progetto, che attraverso la creazione di una nuova memoria fotografica porta la luce nella via delle idee.
L’identità lacustre viene modificata dai continui cambiamenti di luce. Una luminosità che ricorda la lezione del Romanticismo tedesco, molto presente nell’iconografia visiva di questo nostro habitat: da sempre luogo di transito, ha visto sostare nelle sue bellezze personaggi tra i più variegati della cultura mittleuropea.  Via di passaggio verso il resto d’Italia, sosta obbligata del Grand Tour della borghesia anglo-tedesca, ha visto nascere una comunità vivace culturalmente.

Quattro diverse esplorazioni del paesaggio lacustre, che restituiscono la bellezza del luogo, epurata dagli stereotipi. Quattro aspetti come quattro sono i punti cardinali, dove i fotografi hanno camminato, con le loro apparecchiature a grande e medio formato per documentare la zona in maniera diametralmente opposta, come spesso succede nelle persone che hanno visioni ben precise, che se racchiuse nel medesimo evento, ci regalano una visione completa ed articolata.

Katia Michelotti

GALLERY AUTORI:        |  CAZZANELLI   |   CHISTE'   |   KREINSEN   |   MAIONE   |

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