"Muri”, è un progetto di indagine fotografica di alcune zone di Trento. L’esposizione, articolata in tre diversi luoghi del centro storico, si colloca all’interno di “Città al Muro” a cura di Andrea Mubi Brighenti, Eva Lavinia Maffei e Francesca Quadrelli - evento parallelo alla Biennale Europea di Arte Contemporanea Manifesta7 - il quale propone, oltre alla mostra fotografica, una copiosa rassegna internazionale di videoart, installazioni e performance, una serie di appuntamenti serali con raffinati dj set e un approfondito seminario di carattere sociologico-etnografico. 

“Città al Muro” nasce dentro le griglie della rete urbana come comunicazione e ricerca tra sociologici, artisti, fotografi, architetti e flâneurs. I livelli di analisi e i diversi linguaggi riescono qui ad intrecciarsi, sovrapporsi, attorcigliarsi sino a tessere un ricco variopinto quadro del nostro sentire in relazione al muro come presenza nella vita delle città. 

Le opere fotografiche "Muri” si pongono all’interno dell’evento come lenti d’ingrandimento che riescono, per un attimo, a fermare il tempo che scorre sulle pareti della città di Trento, rendendo evidenti i segni di una comunicazione quotidiana talvolta effimera, marginale, spesso in contrasto con il tutto, che trova il suo supporto ideale nel muro pubblico, privato, antico o moderno che sia, come se nella relazione con le persone esso diventasse a tratti proprietà di tutti e di nessuno, e inevitabilmente registra il vissuto conservandone le tracce. 

Ed ecco che dietro le screpolature per le intemperie, riusciamo ad individuare il messaggio, come uno stato d’animo rimasto impresso nella calce; la materia, quasi palpabile, grazie a un’elevata definizione, sembra a volte sgretolarsi davanti ai nostri occhi. L’aspetto del paesaggio urbano è in continua trasformazione e le immagini restituiscono all’attenzione del visitatore quello che, ormai metabolizzato alla visione, forse, non riusciva più a percepire. 

Questo lavoro è doppiamente connotato dal diverso approccio stilistico utilizzato (bianco/nero per Chistè e colore per Vettorazzi). Le immagini, frutto di una ricerca condotta dagli autori nell’arco di due anni, sono state realizzate tutte con equipaggiamenti in grande e medio formato (4x5”/10x12 cm e 6x7 cm) e le stampe, ricavate con l’impiego del sistema c.d. “Ibrido” (digitalizzazione del negativo e post-produzione in “camera chiara”) sono state stampate, anch’esse in grande formato (60x80 cm), sulla prestigiosa carta Hahnemühle fine-art; una scelta, questa, dettata dalla volontà di garantire un’elevata qualità di dettaglio alle textures murarie.

        Eva Lavinia Maffei


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